Associazionismo

28 Apr 2014
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Un’associazione è , tecnicamente, una tipologia giuridica di organizzazione di terzo settore — dove l’elemento personale è preponderante: un gruppo di persone (devono essere almeno tre) decide autonomamente di unirsi per raggiungere uno scopo comune, che può avere come beneficiari solo gli associati oppure anche la collettività nel suo insieme.
Si tratta innanzitutto di un diritto (il diritto di associazione, appunto), che garantisce la libertà sancita dall’art.18 della Costituzione della Repubblica Italiana.
Perché si possa parlare di associazione e non di un gruppo informale (ad esempio un gruppo di amici) è necessario che il gruppo di persone decida di costituirsi come tale (attraverso un documento – l’atto costitutivo), di identificare lo scopo comune e le attività, e di stabilire delle regole per la vita dell’organizzazione (questo viene specificato in un altro documento, lo statuto).
Fare un’associazione è abbastanza semplice e poco dispendioso, dunque particolarmente indicato per un gruppo di giovani che vogliano mettersi insieme per realizzare un’attività non-profit. Infatti un’associazione può anche operare come impresa, quindi fare acquisti, vendere servizi, stipulare contratti di fornitura e di lavoro… può insomma agire per perseguire le finalità che si è data.

 

Scarica la Guida “Associazionismo” prodotta da Informalmente con il supporto della Rete degli Informagiovani della Provincia di Venezia

Scarica la Guida “Costituire e Gestire un’associazione di volontariato” prodotta dal Centro di Servizio per il Volontariato di Modena

Le associazioni operano in moltissimi campi, dallo sport alla cultura, dalla protezione dell’ambiente all’impegno civile, dalla tutela dei diritti al volontariato sociale.
L’associazionismo è la componente più numerosa del terzo settore. Secondo l’ultimo censimento dell’ISTAT sul nonprofit (www.istat.it) in Italia esistono 301.191 (+28 per cento rispetto al 2001). L’incremento riguarda quasi tutte le regioni italiane, con punte sopra la media nazionale al Centro e nel Nord-ovest (rispettivamente 32,8 e 32,4 per cento in più rispetto al 2001),

Rilevante anche l’apporto di risorse umane impegnate nel settore. Le istituzioni non profit contano infatti sul contributo lavorativo di 4,7 milioni di volontari, 681mila dipendenti, 271mila lavoratori esterni e 5mila lavoratori temporanei. Sono quattro istituzioni su cinque a usufruire del lavoro volontario, mentre il 13,9 per cento delle istituzioni rilevate opera con personale dipendente e l’11,9 per cento si avvale di lavoratori esterni (lavoratori con contratto di collaborazione). Rispetto al 2001, raddoppia il numero di istituzioni con lavoratori esterni (35.977 istituzioni non profit nel 2011 contro 17.394 nel 2001) con un incremento del numero di collaboratori del 169,4 per cento. Cresce in modo consistente il numero delle istituzioni che utilizzano lavoratori temporanei (1.796 istituzioni non profit nel 2011 contro 781 di dieci anni prima) con un incremento del 48,1 per cento. Più contenuto, ma comunque positivo, è l’incremento delle istituzioni con addetti (+9,5 per cento) con una crescita del personale dipendente pari al 39,4 per cento rispetto al 2001. Infine le istituzioni che si avvalgono di volontari crescono del 10,6 per cento rispetto al 2001, registrando un aumento del 43,5 per cento del numero dei volontari.

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